Dizionari ed enciclopedie nella diffusione delle opinioni

Lo sviluppo e la continua applicazione di un positivo approccio critico a quanto vediamo e leggiamo ogni giorno ci rende più liberi da influenze, filtri e censure

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I più credono che siano i giornali, la televisione, le riviste, i blog, al limite anche i romanzi, la poesia, il cinema, il teatro, a poter esercitare, con le loro opinioni, influenza sulla piazza.
Il che è vero, ma non completamente.
C'è dell'altro, infatti.

Ad esempio, pochi considerano quanto, anche un'enciclopedia o un dizionario, possano essere cruciali per la diffusione, intensa e capillare, di questa o quella visione del mondo, di queste o quelle idee sociali, politiche, filosofiche, religiose...

Di fatto, sono proprio i dizionari e le enciclopedie che, meglio ancora dei consueti mezzi di comunicazione di massa, possono influenzare fortissimamente e per certi versi anche in modo quasi indelebile, una vasta moltitudine di persone.

Noi non entriamo nel merito (né mai ci sogneremmo) delle singole idee che questa o quella volta sono state, sono o saranno coinvolte nel processo di divulgazione.
Ci teniamo semplicemente a sottolineare come ciò accada.

Le ragioni sono almeno due:

  • Da un lato, spesso questi strumenti vengono adoperati dai giovani negli anni della loro formazione: soggetti di norma facili da influenzare, con una coscienza ancora plastica, una ridotta capacità critica, che quindi si configurano come elementi particolarmente "appetitosi", ossia le mire migliori per chiunque abbia un disegno "educativo" di medio/lungo termine.
  • Dall'altro perché il pubblico medio, ingenuamente, considera un dizionario o un'enciclopedia come uno strumento scientifico, obiettivo, neutro. Dimentico, se non altro, di come anche la letteratura scientifica necessiti interpretazione, il lettore è quindi disposto ad assorbire acriticamente qualsiasi cosa vi trovi scritto.

Un esempio: il "Novissimo Melzi"

Il Novissimo Melzi
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La parola "linea" nel Novissimo Melzi, riporta prontamente significati legati alla guerra, ai militari, all'artiglieria, piuttosto tralasciando altre accezioni del termine (es. "linea di condotta"). Si clicchi per leggere meglio e si confronti la medesima voce, ad esempio, su un qualsiasi dizionario corrente, dove i sensi legati al mondo bellico compaiono solo all'undicesimo posto.

Ci è capitata per le mani l'edizione 1934 del "Novissimo Melzi", storico e glorioso dizionario italiano, riveduta ed ampliata con "i più recenti fatti e gli ultimi dati, [...] le nostre conquiste nel campo sociale-politico, che, per merito del Regime Fascista, stanno per divenire universali."
Abbiamo citato letteralmente dalla prefazione, per rendere a pieno il tono e l'impostazione dell'opera.

Apriamo a caso e l'occhio ci casca sull'illustrazione di un "mascheramento bellico da strada".
Sempre a caso, un'altra pagina: troviamo la figura di un bel "biplano militare da ricognizione" della Breda, arricchita da un'utile nomenclatura. Ci sono sempre piaciuti i dizionari nomenclatori e così, stimolati, andiamo alla ricerca di ulteriori voci.
Troviamo l'intera pagina 78 dedicata alle armi antiche: così scopriamo un "pugnale a tre lame" di cui, sinora, non avevamo mai neanche sospettato l'esistenza.
A pagina 354 della parte scientifica, alla voce "disfattisti" (sic, al plurale), il dizionario scrive: "Il D.L. 4 ott. 1917 commina gravi pene contro i disfattisti, che tentino deprimere lo spirito pubblico in tempo di guerra".

Giriamo a caso altre pagine.
"Azione", una parola dall'ampio spettro di significati, riporta già in seconda (!) riga "combattimento".

Insomma: l'impressione è che argomenti, fatti, questioni, parole, personaggi e strumenti di guerra, tutti affiorino sempre più, mano a mano che si esplorano le pagine.
Alcuni in modo diretto, altri per vie traverse.
Ad esempio, a pagina 263 troviamo, alla voce "Correzione tipografica", il saggio di una bozza della Diffida di Barletta, con tanti segni utili...

Ogni occasione sembra buona per sottolineare che soldati, combattimenti ed armi sono "di casa".

Ma non ci fermiamo.
Scartabellando oltre troviamo "mitragliere": "soldato addetto alle mitragliatrici, che oggi formano un corpo molto importante e numeroso".
Per i sommergibili, una tavola dedicata a pag. 1035, con dettagli, sezioni, torpedini, sbarramento antimine, siluri, Mas da ricognizione e lanciasiluri e tutto quanto altro utile a fini bellici. Il periscopio serve per "veder la nave da silurare" (o per esplorare il "terreno antistante a trincee").

Tutto viene visto, non appena possibile, in chiave bellica.

Molto belle anche le due tavole a piena pagina dedicate alla marina italiana, sia mercantile che (guardacaso) da guerra (pagg. 650-651).
Oltremodo dettagliate, due tavole a colori riportano tutti i distintivi delle forze armate italiane, di esercito, marina, aeronautica e milizia volontaria per la sicurezza nazionale.

Se è vero che tavole ed illustrazioni attirano l'attenzione, non mancano dettagli a profusione anche nel testo, su tutto quanto è collegato alla guerra: la voce armi riporta un lungo ed interessante elenco cronologico con le invenzioni più importanti. E fin qui, ci pare normale.
Ma cosa dire del lemma "linea", che inaspettatamente (sì, ci ha colti di sorpresa), riporta già in quarta riga "artiglieria" (vedi l'illustrazione qui sopra a destra).

In sintesi: l'intero vocabolario della lingua italiana è impregnato (diremmo quasi: gronda) di belligeranza.
Nulla di strano.
È lo "spirito dei tempi": si stava preparando la Seconda Guerra Mondiale, il più grande conflitto armato della storia del mondo. E l'eco degli eventi aleggiava ovunque.

Sia chiaro: non importa quali rimaneggiamenti possa ever subito in questa o quella edizione particolare, noi rimaniamo appassionati al "Novissimo Melzi", un grande, elegante dizionario che ha fatto storia e scuola nella documentazione e divulgazione della lingua italiana, che ha accompagnato tanti giovani nell'apprendimento e nello studio.

Tuttavia, ed è per questo che lo citiamo ad esempio, è chiaro che qui siamo lontani da un'impostazione "scientificamente neutra".
Oggi cogliamo meglio i dettagli di questa specifica impostazione perché è trascorso del tempo, sono mutate molte cose, ed osserviamo il testo con un distacco che ci permette una discreta obiettività.
Ma non dimentichiamo che, mutatis mutandis, la dinamica è la medesima anche oggi.

Wikipedia & Co.

Simbolo dell'enciclopedia aperta Wikipedia
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La Wikipedia è un'enciclopedia molto particolare: chiunque, liberamente, può scrivere, correggere, cancellare, contribuendo al progetto con le proprie capacità.

Una cosa è certa: ogni testo abbonda di segni formidabili, tracce di una qualche specifica, critica impostazione. Dall'enciclopedia di Diderot e D'Alembert alla Treccani alla più moderna e dinamica Wikipedia.

Divenire osservatori e lettori consapevoli è quindi fondamentale: così da poter leggere meglio, con giudizio, fra le righe di quanto incontriamo sui nostri passi.
Che sia un vocabolario, una guida turistica, un quotidiano, un libro, un periodico illustrato, un sito internet, una pièce teatrale.

Non solo.
Quanto vale per gli scritti è di massima importanza anche per la rappresentazione figurata: dalle vignette umoristiche alle fotografie, una solida educazione all'immagine è di grande utilità.

E una buona dose di critica positiva è sempre necessaria.
Non filtri o censure, ma capacità critica
.


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