Dipingere con la luce

Illuminare selettivamente parte della scena con pennellate luminose permette di ottenere risultati estetici particolari

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Reciproche influenze estetiche tra pittura e fotografia si sono da sempre incrociate, offrendo spunti di crescita ed evoluzione in entrambi gli ambiti e scatenando di quando in quando anche diatribe più o meno vivaci.
Noi ci sentiamo neutrali rispetto alle vicendevoli contaminazioni tra pittura e fotografia: cerchiamo piuttosto di cogliere e riproporre quegli approcci, particolarmente per la fotografia, che di fatto possono arricchirne il patrimonio artistico e tecnico, a vantaggio comune.

Disegno e pittura

Disegnidi luce
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© Jenavieve

Fantasmini disegnati con la luce

Anche lavorando con la luce, in fotografia, così come è con matite, colori e pennelli, si distinguono il disegno dalla pittura.

Il disegno di luce si ottiene muovendo rapidamente una fonte luminosa direttamente di fronte alla macchina fotografica. Il risultato richiama quello di uno schizzo oppure un'opera grafica.
Ne sono esempi lampanti le immagini che documentano il segreto dei disegni di luce di Picasso, i fantasmini dell'illustrazione qui a lato oppure le sfere di luce di Denis Smith.

Diversamente, dipingere con la luce consiste piuttosto nell'illuminazione selettiva della scena, ottenuta con dosate pennellate di luce, schermando la fonte luminosa perché non "sporchi" il soggetto.
Le immagini finali possono richiamare le tradizionali pitture ad olio, tempera o acquerello.
È proprio del dipingere con la luce che ci occupiamo in questa pagina.

Pomodori
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© Aaron Jones

Pomodori dipinti con la luce


In cosa consiste la pittura di luce

Dipingere con la luce non è certo una cosa nuova.
Al contrario, l'intera storia della fotografia testimonia la continua pratica di esposizioni lunghe in cui la fonte di luce è mossa ad illuminare parti diverse del soggetto inquadrato.

Vista dalla finestra a Le Gras
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In senso molto elastico, la stessa "Vista dalla finestra a Le Gras" di Niepce può essere intesa come una "pittura di luce", in quanto il soggetto è stato "spazzolato" dalla luce del sole da più parti, essendo occorse numerose ore per l'intera posa.

In tempi assai più recenti, negli anni '80, il contributo del fotografo americano Aaron Jones è stato particolarmente significativo non solo per aver con onestà proposto le fotografie realizzate come lavori commerciali, senza le diffuse e vane pretese artistiche di molti suoi colleghi, ma sopratutto per aver progettato, costruito e commercializzato un sofisticato sistema per dipingere con la luce in modo pratico ed accurato.1

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L'eredità di Aaron Jones è stata raccolta da molti, tra cui ad esempio Harold Ross, cui appartengono le tre immagini qui sotto. Nel frattempo, l'avvento della fotografia digitale ha molto semplificato la realizzazione di immagini come queste.

Vecchi contenitori
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© Harold Ross


Locomotiva
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© Harold Ross


Melograni
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© Harold Ross


Come fare

Oggi, con gli apparecchi fotografici digitali, un semplice programma di elaborazione d'immagini (ad esempio Gimp) ed una qualsiasi piccola torcia elettrica, eventualmente schermata con del cartoncino nero, si possono ottenere fotografie curate e sofisticate ad un costo praticamente nullo e con molta flessibilità in più.

In linea molto generale il processo può essere descritto così:

  • Realizzare una fotografia con luce diffusa del soggetto. Questa costituità le "ombre" dell'immagine finale. In un ambiente chiuso si possono puntare un paio di flash verso il soffitto e/o le pareti laterali per avere un'illuminazione di base.
  • Con una fonte di luce più o meno ampia (da un singolo LED con un cono di carta nera ad una torcia più grande), sempre schemando perché non giunga illuminazione diretta in macchina, spazzolare una certa area del soggetto.
  • Separare in diversi scatti il processo di posa. I fotogrammi saranno poi messi assieme nell'immagine finale.
  • Muovere sempre la luce, preferibilmente con movimenti rotatori morbiti.
  • Più vicina è la fonte di luce, più morbido è l'effetto luminoso.
  • Per alcuni dettagli è possibile montare sulla lente un filtro morbido, oppure sulla luce un filtro colorato.
  • Per oggetti riflettenti conviene a volte dipingere da dietro un pannello diffusore traslucido.
  • Per bilanciare eventuali differenze non volute di temperatura cromatica fra diverse fonti luminose si possono adoperare dei filtri di conversione (CTO oppure CTB) oppure anche scattare le differenti illuminazioni su fotogrammi separati e poi bilanciare durante lo sviluppo delle foto.

Ovviamente le variazioni possono essere infinite così come le applicazioni e la ricchezza dei risultati.

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1 Aaron Jones, oltre che fotografo, è stato anche inventore, negli anni '80, di un apparecchio commercializzato con il nome di HoseMaster, un sistema d'illuminazione a fibra ottica che, accoppiato con un otturatore comandabile a distanza ed un sistema di filtri morbidi, anche questo attivabile a distanza, permetteva di ottenere, con macchine ovviamente a pellicola, scatti con un'estetica molto particolare. Erano comunque necessari un investimento in strumentazione, molta pratica e tanti scatti, per poter arrivare ad ottenere immagini valide.
L'apparecchio HoseMaster di Aaron Jones completo di luce, otturatore e filtro morbido.

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