La Meridiana del Cassini in San Petronio a Bologna

Ossia: la macchina fotografica più grande del mondo

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Pubblicato il 05-06-2011 alle 13:27 - Scrivi alla Redazione 

Pubblicato il 05-06-2011 alle 13:27 da kirpi Scrivi alla Redazione aggiornato il 15-8-2034

Fotografia di Saturno, pianeta su cui Giandomenico Cassini ha compiuto approfonditi e fruttuosi studi
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Fotografia di Saturno, pianeta su cui Giandomenico Cassini ha compiuto approfonditi e fruttuosi studi


Facciata della cattedrale di San Petronio
Facciata della cattedrale di San Petronio
Percorrendo i primi metri accanto a San Petronio, in Bologna, nel corso della nostra passeggiata fotografica, s'era pensato d'invitare tutti i partecipanti alla "scoperta" della Meridiana del Cassini.
E sarebbe stata sicuramente, per molti, un'esperienza assai interessante.

Poiché il nostro raduno aveva un interesse miratamente fotografico, ci pareva curioso mostrare come all'interno della basilica di San Petronio si trovasse la più grande macchina fotografica del mondo. Lo scriviamo con una certa elasticità, intendendo che la lunga meridiana posta a cavallo fra la navata centrale e quella di sinistra, funziona in realtà come un'enorme camera a foro stenopeico, ossia riproduce l'immagine di quanto ha davanti (in questo caso, del sole) proiettando i raggi luminosi attraverso un piccolo pertugio (qui aperto sul soffitto, con diametro calcolato quale millesima parte dell'altezza dal pavimento; per curiosità, in un vero stenoscopio il foro otticamente migliore in questo caso avrebbe dovuto misurare fra i 6 ed i 7 mm).

Per la nostra associazione la fotografia è un pretesto per avvicinare ed approfondire in modo attento, posato e silenzioso quanto ci circonda. E' anche un modo per comunicare, e per stare assieme, positivamente.
Di questo non devono essersi accorti i "guardiani" di San Petronio. Infatti non abbiamo potuto invitare alcuno a fotografare l'interno della basilica, per via di certe inspiegabili manie locali e di tristi personaggi che si aggiravano nella chiesa, disturbando tutti a gran voce e senza tregua, letteralmente "abbaiando" a chi, silenziosamente, si provava d'inquadrare questo o quello scorcio della cattedrale: "No foto! No foto!".
Non ci siamo certo messi a questionare, e la meridiana del Cassini in San Petronio, la presentiamo adesso.

La linea meridiana nella pianta di San Petronio
La linea meridiana nella pianta di San Petronio
L'Italia conta, e a decine, scienziati illustri in ogni ramo ed epoca. Molti fra questi, pur fondamentali per il progresso nelle conoscenze, sono ovviamente stati superati nella sostanza delle loro scoperte.
Fra coloro che, invece, pur a distanza di centinaia d'anni dalla loro attività, possono godere di un'attualità speciale, sicuramente appare Gian Domenico Cassini, professore di astronomia all'Università di Bologna e poliedrico uomo di scienze del '600 italiano.
Scopritore di numerose lune di Saturno, così come della grande divisione (che di Cassini oggi porta il nome) nei suoi anelli, si occupò anche di medicina (partecipando ai primi esperimenti di trasfusione), di entomologia, d'idraulica, e tanto altro.

Nella seconda metà del cinquecento, papa Gregorio XIII, bolognese, riformò il calendario.
In parte mutuando quanto già concepito e realizzato da Padre Ignazio Danti sia in Santa Maria Novella che nella basilica bolognese, per l’osservazione del moto solare, Cassini nel 1655 progettò la linea meridiana di San Petronio, quale prezioso strumento di ricerca astronomica e di verifica della correttezza della riforma gregoriana del calendario (cui Danti aveva partecipato da gnomonista e matematico).

Mezzogiorno sulla meridiana
Mezzodì a S. Domenico - Video
Danti ci ha lasciato a Bologna almeno una seconda meridiana a camera oscura, oggi ancora in funzione, oltre a quella, andata distrutta, di San Petronio: all'interno della Sala della Consulta, nel convento della chiesa di San Domenico (video).

Una terza meridiana, originalissima, nascosta nelle antiche volte della basilica, è stata scoperta da Giovanni Paltrinieri, esperto gnomonista, che in anni recenti ha controllato lo stato di conservazione ed accuratezza della meridiana del Cassini, confermando ancora una volta la meraviglia di questo antico gioiello astronomico.
Corte del Cielo
A Paltrinieri dobbiamo, fra l'altro, la progettazione della grande meridiana della Corte del Cielo (vedi il video), nel quartiere di Savena a Bologna (visibile anche dai satelliti): occasione per una piccola gita curiosa, rigorosamente con il tempo bello, per chi abita in zona.

Occorre apprezzare come Cassini, a pochissimi anni dal processo a Galileo, fu civilmente audace e scientificamente impegnato nel costruire, proprio all'interno di un tempio cattolico, uno strumento che, fra l'altro, gli permise in modo certo di confutare le argomentazioni geocentriche in vita da millenni.
D'altro canto, e parallelamente, va riconosciuto con onestà come, pur con errori anche molto gravi, chiese ed ambienti ecclesiastici abbiano storicamente ospitato e coltivato scienze, arti di ogni genere, e sapere in ogni epoca.

Il Cassini si occupò non solamente dello studio, ma seguì personalmente anche la realizzazione del foro gnomonico così la costruzione della linea meridiana, perché l'accuratezza della realizzazione permettesse poi i risultati scientifici sperati.

Le misure della meridiana sono di grande interesse: non solo si tratta del più grande strumento del genere al mondo, ma l'altezza verticale del foro corrisponde esattamente alla seicentomillesima parte della circonferenza terrestre. E' indicativa, questa misura frazionaria, per uno scienziato dalle grandi doti di precisione e che potremmo annoverare fra gl'illuminati precursori del sistema metrico; il metro venne non a caso definito qualche anno più tardi come un decimilionesimo della distanza fra il Polo Nord e l'Equatore proprio presso l'Accademia delle Scienze a Parigi, dove Cassini fu invitato ed operò sino alla morte.

La linea meridiana concepita e realizzata dal Cassini fu uno strumento altamente innovativo, con cui furono eseguite osservazioni astronomiche di estrema importanza.

Camera a foro stenopeico
Camera a foro stenopeico
Cos'è una camera a foro stenopeico

La camera oscura a foro stenopeico altro non è se non un semplice sistema ottico che permette, facendo passare la luce attraverso un foro molto piccolo, di proiettare l'immagine di quanto si trova di fronte al foro.

Il termine camera (poi passato alle nostre odierne fotocamere) si riferisce al fatto che spesso i primi esperimenti venivano compiuti all'interno di una vera e propria stanza buia.

Si tratta di un dispositivo tutt'altro che nuovo: già noto e descritto dai cinesi nel quinto secolo prima di Cristo, è stato oggetto d'interesse per greci, persiani, e per molti illustri uomini di scienza italiani attraverso i secoli.
Libro originale del Cassini
Libro originale scritto da Cassini
Più avanti negli anni, quasi alla fine del secolo, durante un breve soggiorno bolognese (risiedeva oramai stabilmente a Parigi) Cassini curò, assistito anche dal figliolo, il mantenimento ed alcune migliorie al suo strumento in San Petronio.

Tutto quanto scriviamo trova preziosissima fonte e testimonianza nelle memorie scritte proprio dal grande scienziato nel 1695 e disponibili liberamente (leggi anche: gratis) in lettura a chiunque: La meridiana del tempio di S. Petronio tirata, e preparata per le osseruazioni astronomiche l'anno 1655 - Riuista, e restaurata l'anno 1695.
Suggeriamo a tutti di leggere almeno alcune pagine del libro per gustare, oltre alla storia che circonda questa grande opera dell'ingegno, anche il linguaggio e l'atmosfera dell'epoca.

Sun in the Church
Inoltre, per chi fosse incuriosito (come noi) suggeriamo un libro molto avvincente su questi argomenti:
The Sun in the Church: Cathedrals as Solar Observatories

Ecco qui, quanto avremmo voluto raccontare sabato scorso, il 28 di maggio 2011, sulla linea meridiana di San Petronio.

Certo: se fosse stato il 28 maggio del 585 a.C., il sole ci avrebbe coinvolti ben diversamente, e invece che a Cassini avremmo forse pensato a Talete.


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