Arturo Ghergo - Fotografie 1930-1959

Una mostra a Roma curata dalla figlia Cristina Ghergo

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Pubblicato il 15-05-2012 alle 20:55 - Scrivi alla Redazione 

Pubblicato il 15-05-2012 alle 20:55 da kirpi Scrivi alla Redazione aggiornato il 15-8-2034

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La mostra al Palazzo delle Esposizioni fa riscoprire al grande pubblico un grande fotografo del nostro passato. Viene riproposta la sua interessante figura, ingiustamente messa da parte per decenni, nella generale (a volte grossolana) tendenza a spazzare via la memoria degli anni in cui, incidentalmente, Ghergo ha saputo portare il suo contributo migliore. Curioso sperimentatore, attento a quanto lo circondava, dotato di grande senso per le immagini, Ghergo ha sviluppato il suo talento per la fotografia, fatta di luci, inquadrature, ritocchi (sì, si ritoccava anche una volta, quando non c'era Photoshop!), affermando con sicurezza le proprie capacità e la propria professione.

Arturo Ghergo
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Arturo Ghergo

Nato a Montefano (An) nel 1901, fu uno dei fotografi più significativi, pioniere della fotografia glamour e di moda in Italia.

Nel giro di breve, dal 1929, anno in cui si stabilisce a Roma, riuscì con i pochi mezzi che possedeva ad affermarsi, con lo studio aperto in via Condotti, come il fotografo più ambito della capitale, il maggior ritrattista dell'alta borghesia, delle stelle del cinema, dei personaggi e dei grandi nomi di quegli anni, riuscendo anche a stabillire uno speciale rapporto con Cinecittà.

Con le sue foto, realizzate con tecniche particolari e d'avanguardia, riuscì a creare delle vere e proprie icone divenendo uno dei più raffinati fotografi del '900.

Si occupò anche di pubblicità e di pittura: la mostra espone numerosi suoi quadri e, afferma sincera la figlia Cristina, se Arturo Ghergo fosse vivo oggi, probabilmente sarebbe un pittore più che un fotografo.

Edit galleryarturo ghergo adriana benetti 1941 48 arturo ghergo massimo girotti 1942 48 arturo ghergo domitilla ruspoli salviati 1945 50 circa arturo ghergo rossana martini prima miss italia 1948 54 circa arturo ghergo mariella lotti arturo ghergo giannalisa feltrinelli con ludina e benedetta 1950 circa arturo ghergo mariella lotti 1942 43 arturo ghergo alida valli 1946 47 arturo ghergo consuelo crespi 1951 52 abito galitzine


Per chi è curioso

Glamour? Sarebbe?

Tutti hanno sentito parlare di ''fotografia glamour", ma ancora rimangono dubbi su cosa sia in realtà: si tratta in breve di immagini che sottolineano il fascino del soggetto ripreso.

Glamour è una parola tipicamente scozzese, o meglio una variante scozzese di grammar (grammatica): quello che ora significa fascino irresistibile, attrazione, seduzione, all'inizio aveva l'arcaico significato di magia, incantesimo; e questo perché, proprio una volta, in tempi ora detti oscuri, in Gran Bretagna (e non solo) lo studio e la scienza erano direttamente associati alla magia, e grammar descriveva, in generale, lo studio sistematico e la ricerca dei principi e di un qualche corpo di regole (confronta l'attuale detto: "val più la pratica che la grammatica").

Volendo andare più indietro, si ritrova il latino grammatica, il greco grammatikē (tekhnē) (ossia: arte delle lettere), gramma (lettera, figura), grammē (linea), tutto dalla radice sempre greca graph (segnare, disegnare, scrivere, tracciare), originata a sua volta dalla radice indoeuropea "gerebh-" che significava "graffiare-, "grattare- (anche queste due ultime parole italiane originano direttamente da lì).
Con questa radice indoeuropea si trovano non solo il tedesco "Kreb" e l'inglese crab (granchio, col significato di incidere, scalfire, scorticare), ma sopratutto il suffisso -grafia (qualcosa di inciso, segnato, scritto), graffiti, grafite, topografia, programma, grammo (piccola unità, in origine tacca, incisione)...
E così chiudiamo il cerchio, collegando glamour a fotografia :-)

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Presentazione della mostra

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Informazioni sulla mostra

Luogo

  • Roma, Palazzo delle Esposizioni - Via Nazionale, 194

Date

  • 3 aprile - 8 luglio 2012

Sito Internet http://www.palazzoesposizioni.it/

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