Lettere da Varsavia

Testimonianze da una famiglia ebrea polacca

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Hanno sperato, ricordato, amato. Noi allora non lo sapevamo, ma ora è chiaro: la nostra vita è il loro llieto fine.

Perché questo libro?

L'Associazione ha appoggiato, sin dall'inizio, questo interessante progetto editoriale, offrendo, tramite la disponibilità personale di alcuni soci, un modesto contributo alla sua realizzazione.

Non era facile scrivere sul tema dell’Olocausto, già copiosamente ed esaurientemente svolto in questi ultimi anni. Eppure queste sincere e sofferte Lettere da Varsavia riescono perfettamente nel loro intento di farci partecipi di un periodo immediatamente precedente alla Shoah, ma tuttavia significativo, anzi determinante nell’evidenziare la lenta, progressiva e sistematica volontà di annientamento subita da persone incolpevoli e indifese nel corso della loro vita quotidiana.

Si tratta di una corrispondenza epistolare intercorsa negli anni 1938-1942 fra i componenti di una famiglia polacca residente nel famigerato “ghetto” di Varsavia e la loro unica parente (madre dell’autore), riparata in Italia, a Milano, e ivi rimasta, a seguito del suo matrimonio con un cittadino italiano.

Varsavia anni '30. Un sottile profumo di Belle Epoque aleggia ancora nell’aria primaverile della capitale del giovane Stato, patria di Chopin.
Una famigliola passeggia mano nella mano. Nulla di più normale. Numerosi gli ebrei, malvisti e discriminati dai più, che tentano la fortuna in paesi senza pregiudizi, come la Francia e l’Italia; poi talvolta, per svariati motivi, ritornano a casa.
Fra questi ultimi, una giovane pittrice, che scrive nostalgiche e affettuose lettere alla sorella, sposata in Italia, e ai suoi nipotini. A partire da queste lettere, ritrovate nella versione originale, si dipana il racconto che l’autore contrappunta di annotazioni storiche e biografiche e di richiami ai ricordi d’infanzia: la giovane pittrice era sua zia.

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Varsavia anni '40. Un mostro cupo si affaccia minaccioso nel cielo del continente: è la guerra. Il pesante stivale schiaccia per prima la Polonia, poi stringe in una morsa implacabile gli ebrei rinchiusi nel ghetto, a Varsavia e altrove.
Le lettere dei parenti si susseguono, da Varsavia a Milano. Gli accenti sono sempre più dolorosi, tuttavia alleggeriti dalle notazioni di episodi consueti della vita quotidiana, ma tacciono il peggio per non incorrere nella falce della censura. Il racconto tracciato dalle lettere autografe prosegue fino alla fine (se mai vi è una fine...) qua e là per cenni espliciti, ma è da leggere con attenzione soprattutto fra le righe.

L’autore si prodiga per fornire ai lettori, con pieno scrupolo di verità, i modi per stabilire i necessari collegamenti fra i fatti che via via emergono, ogni giorno più drammatici. Niente invettive, niente condanne esplicite: vittime e carnefici sono oggi affidati a un giudizio che tutti e tutto trascende.
Ogni lettera riportata in questo libro è una “pillola” di storia, quella vera che tocca gli umili, non i potenti, e non ha vincitori né vinti. Storia minore, forse, che sollecita un momento di riflessione nella quale il lettore si troverà certamente coinvolto, perchè i protagonisti di queste vicende, senza voler far storia, ci fanno entrare nella Storia.


Dove trovare il libro

Lettere da Varsavia
  • Libreria Claudiana
    Via F. Sforza, 12 - Milano
    Piazza Cavour, 32 - Roma
    Borgo Ognissanti, 14/R - Firenze
    Via Principe Tommaso, 1 - Torino
  • Libreria Davar
    Via S. Gimignano, 12 - Milano
  • Kiryat Sefer Libreria Ebraica
    Via del Tempio, 2 - Roma
  • Alef, la Libreria del Ghetto, c/o Museo Ebraico di Venezia
    Via Cannaregio, 2902/b - Venezia
  • Direttamente contattando le Edizioni Gold
  • Pagina Facebook



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Commenti

Osvaldo 11 maggio 2012
Una preziosa e autorevole recensione

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